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Romolo e Remo/2 38.a puntata

Calcio Italiano

Romolo e Remo/2 38.a puntata

Foto di copertina: Mario Mafai, “Paesaggi di Roma”.

Benvenuti alla nuova stagione di Romolo e Remo, la rubrica in cui Daniele Manusia, direttore de La Giocata, e Simone Conte, conduttore di Tango! su Roma Radio, discutono fraternamente, alla maniera di Romolo e Remo, su quello che capita a “A Maggica”. Buona lettura!

Daniele Manusia

Ciao Simone, eccoci qui. Con un Salah in meno. E forse tra poco anche un Manolas in meno. Io Salah lo avevo messo in cima alla lista degli “incedibili”la settimana scorsa perché tecnicamente è il giocatore offensivo la cui presenza/assenza cambia di più la squadra (forse qualsiasi squadra). Sono felice, però, di come è stata portata avanti la contrattazione: il prezzo – 37 milioni di sterline, circa, più bonus – è ancora leggermente basso per quelle che sono le cifre in Premier League e per quello che io penso possa essere l’impatto di Salah (per dire: è stato pagato più o meno quanto Sadio Mané lo scorso anno, ma secondo me è un giocatore più pronto per competere ad altissimi livelli di quanto fosse Mané, appunto, lo scorso anno) ma è stata una trattativa pulita, senza forzature e soprattutto senza astio da parte dei tifosi della Roma. Spesso, va detto, ingenerosi con calciatori che magari erano anche affezionati ma hanno semplicemente preso decisioni sulla loro vita. Se penso a quanto mi scandalizza la “questione Donnarumma” pur senza essere tifoso del Milan sono grato di potermi separare da un giocatore senza cancellare dall’iPhone tutte le foto delle vacanze passate insieme, quelle fatte a letto la mattina appena svegli, quelle in cui baciamo il cucciolo del cane che adesso è cresciuto e dobbiamo dividerci come se fosse un figlio.


Addio.

Simone Conte

Caro Daniele, come previsto questo giugno sarà archiviato come il mese delle cessioni, prima di tuffarsi nella lunga estate della ricerca dei sostituti di chi partirà. Quella di Salah dispiace proprio perché ci si lascia bene. Quando Pjanic è andato alla Juve c’era stato un immediato rigetto della sua immagine, anche di tutte quelle legate a delle nostre gioie, semplicemente non lo volevamo più vedere. Invece ora che diciamo buona fortuna a Momo lo intendiamo davvero, perché è giusto che abbia l’ambizione di fare bene nel campionato più ricco e importante del mondo, e perché si è comportato bene con la Roma. Poteva iniziare a fare uscire mal di pancia dalle settimane o dai mesi scorsi, poteva far filtrare scontento attraverso il suo procuratore, poteva mettersi sul mercato in tanti modi, e ognuno di quei modi avrebbe danneggiato la Roma. Di base, se si sa che un giocatore è scontento di restare in un posto, è più facile portarselo via. Non lo ha fatto, e la Roma ha guadagnato dalla sua cessione una cifra che io invece ritengo adeguata. Considerato il tasso medio di realizzazione dei bonus che vengono inseriti in queste compravendite, a oggi possiamo ragionevolmente dire che è costato circa 45 milioni di euro, se poi lui e/o il Liverpool dovessero vivere una stagione particolarmente positiva, ci si avvicinerà ai 50. Non mi sembrano pochi, e nel paragone con Mané credo si debba tenere conto che quello era un trasferimento domestico (dal Southampton) che generalmente comporta un sovrapprezzo rispetto a uno da un campionato estero, e per di più con un volume di affari nettamente inferiore come il nostro.

Daniele

Da un punto di vista tecnico – detta l’ovvietà “la Roma perde molto” – vorrei soffermarmi un secondo su cosa perde esattamente. Insomma, più o meno esattamente, perché Salah è un giocatore complesso, con molti pieni e molti vuoti. Però parliamo di un giocatore infinitamente più utile se si gioca a ritmi alti –> perfetto per la PL; che soffre un po’ nel gioco di posizione –> meno perfetto per la Roma che, per caratteristiche tecniche di molti suoi titolari, e per l’atteggiamento di molte avversarie in campionato, si ritrova spesso ad attaccare con molti uomini oltre la linea del pallone. Non che non si sappia muovere senza palla, in profondità, anzi: la Roma perde uno dei due soli giocatori offensivi (per ora) a disposizione che sanno/vogliono correre dietro le difese (resta El Shaarawy). Però Salah resta fondamentalmente un giocatore da spazi aperti, e prevedo carneficine in Premier League, dove dopo il sessantesimo minuto di gioco ogni partita si trasforma in un continuo assalto alla baionetta.

Il dubbio su come si sarebbe inserito nel 4-3-3 di Di Francesco (dubbio che oscilla tra “bene” e “benissimo”, sia chiaro) resta, ma ti confesso Simone che per quanto gli ho voluto bene in questi anni a volte avrei voluto al suo posto un giocatore più tecnico, con un controllo e una visione di gioco migliori, più creativo e versatile magari. Il punto però, tanto vale dirlo, è che per me Salah fa comunque parte del 95% dei giocatori di calcio, cioè non rientra in quel 5% di giocatori incredibilmente eccellenti e davvero insostituibili. Quindi prendere un giocatore magari meno esplosivo e veloce (perché lì Salah fa parte del 5% invece), ma che offra soluzione tecniche diverse, che faccia più cose, magari compenserebbe anche i gol e gli assist di Salah.

Simone

Io a Salah ho voluto e vorrò più bene di quanto avrei fatto se mi fossi limitato all’affetto che nei tifosi scaturisce come conseguenza della bravura di un calciatore, perché ho avuto modo, anche fugacemente e con una certa distanza professionale, ma più volte nel tempo, di vedere il suo animo buono. Detto ciò, essendo ogni cessione di un giocatore forte un piccolo lutto, esattamente come nei funerali si ricordano solo le cose buone della persona che se ne va. A mente fredda non possiamo ricordare le occasioni nelle quali Salah non è riuscito a incidere sulla partita, che sono state diverse. Quindi sì, oggi la Roma perde molto, ma non sarei stupito nel constatare tra qualche mese che la Roma sarà più forte in quella parte del campo, forse con uno, forse con due sostituti di Salah da alternare in base alle singole esigenze tattiche che di volta in volta Di Francesco si troverà ad affrontare. Insomma il dispiacere nel vedere lui con la maglia del Liverpool e la fiducia nel fatto che lo rimpiangeremo più umanamente che tecnicamente sono due cose che possono camminare insieme tenendosi per mano. Sono d’accordo con te sul fatto che, se il Liverpool girerà bene, considerata la sua età, e quindi il mix tra la sua maturazione (per dirne una, ha imparato a difendere la palla) e il fatto che ancora sia al massimo del suo potenziale fisico, potrebbe portare come risultato una caterva di gol in un campionato come la Premier. Glielo auguro veramente di cuore.

Daniele

Ok, dai, affrontiamo anche il secondo (per ora solamente possibile) addio. A me Manolas mancherà molto, anche solo per il ricordo di quanto sono stato contento quando è arrivato, dopo un Mondiale in cui gli avevo visto dominare Joel Campbell. Per il modo in cui si contorce dopo ogni fallo subito, per come pensa sempre di aver subito un infortunio grave e invece è fatto della materia di cui sono fatti i supereroi Marvel, per come ha pianto all’addio di Totti. Ma soprattutto per come recuperava in velocità gli attaccanti. Ecco, questo è qualcosa che di importante che la Roma avrà in meno. In parte la presenza di Rüdiger compensa, ma se vuoi giocare con la difesa alta difensori come Manolas valgono quanto Salah secondo me. Certo, sono meno rari. E si può vincere e difendere bene anche senza tutta quella velocità ed esplosività. Ci sono allenatori, anzi, che rinuncerebbero appositamente a giocatori come Manolas per farne giocare altri magari più tecnici… Personalmente, però, lo ricorderò come uno dei difensori più forti passati a Roma dopo Walter Samuel. Senza drammi, comunque. Perché ho molta fiducia nel fatto che la sua e quella di Salah siano state cessioni comunque strategiche, che la Roma non uscirà dal mercato indebolita. Ma, insomma, avremo modo di parlarne.

Spallata-Manolas

Simone

Io alla partenza di Manolas crederò quando Manolas partirà. Soprattutto dopo la cessione di Salah la Roma non ha questo bisogno immediato di vendere, e credo che questa e altre cessioni diventeranno vere solo alle cifre che Monchi ha in mente. Se però vogliamo ragionare sull’ipotesi, ti seguo. Manolas è il più forte in Italia e uno dei più forti al mondo nel recupero uno contro uno. Vederlo rincorrere, affiancare e togliere il pallone al suo avversario è esaltante, e spesso ci ha fatto esultare come per un gol. Il punto è capire se in un’ottica di compattezza di reparto paghi di più questo o un difensore meno esplosivo e meno forte nel recupero (quindi praticamente tutti quelli che puoi comprare), ma più bravo nel non mettersi nella condizione di doverlo fare quel recupero, magari grazie a una capacità di lettura tattica più spiccata o a una scelta nei tempi del contrasto più puntuale. Non ho una risposta definitiva su questo, ma è un dubbio che mi porto dietro, e già solo il fatto di avere un dubbio così, ti fa capire che no, neanche per me la sua partenza sarebbe un dramma. In generale penso che, soprattutto nel reparto difensivo, garantire la continuità stagione dopo stagione alla lunga sia un valore, ma nel particolare ritengo che Manolas sia un giocatore sostituibile, e se invece dovesse rimanere credo che il suo primo passaggio di crescita da giocatore forte quale è a fortissimo quale giustamente vuole diventare, potrebbe essere quello di rialzarsi subito quando prende una botta, e di rimettersi subito con la testa sulla partita, sui compiti suoi e su quelli dei suoi compagni. Per chiudere, no, neanche io penso che usciremo indeboliti da questo mercato, e non vedo l’ora di scoprire cosa ha in mente Monchi per regalarci una Roma ancora più forte.

Daniele Manusia e Simone Conte

Daniele dirige L'Ultimo Uomo e La Giocata, Simone scrive per la radio e TV ("Tango!" su Roma Radio, "Trigoria Night Show" su Roma TV, "Gazebo" su RaiTre). Tifano Roma da quando i loro occhi possono riconoscere i colori giallo oro e rosso pompeiano.

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