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Fine delle vacanze: Inter

Calcio Italiano

Fine delle vacanze: Inter

Continua la serie di articoli dedicati alle principali squadre della Serie A nei giorni in cui si ritrovano per preparare la nuova stagione: acquisti, cessioni, obiettivi, come giocheranno. La terza puntata è dedicata all’Inter, qui invece potete trovare quelle precedenti sul Milan e il Napoli.

 

Non sono passati molti mesi da quando Roberto Mancini ha detto addio all’Inter, aprendo una fase di estrema confusione proseguita con una stagione altalenante, difficoltosa, spesso schizofrenica. A confronto con l’isteria di quei giorni, sembra che oggi l’Inter si sia autoimposta un modus operandi nuovo, improntato a una più attenta gestione di uomini e risorse: questo hanno detto le prime settimane estive della società nerazzurra, con l’arrivo di un allenatore dalla forte riconoscibilità tattica (Spalletti), di un uomo mercato dalla comprovata esperienza (Sabatini) e anche di una valida figura come Dario Baccin, che vestirà i panni del vice direttore sportivo, con una spiccata attenzione riservata ai giovani. Apparecchiare al meglio la parte sportiva ha permesso all’Inter di affrontare il tema più delicato, quello del pareggio di bilancio per evitare sanzioni dalla UEFA: obiettivo raggiunto grazie ai 30 milioni di euro di plusvalenze derivanti dalle cessioni di Caprari, Banega, Miangue, Dimarco, Gravillon ed Eguelfi.

Per questo motivo il mercato dell’Inter è stato finora poco scoppiettante, con l’unico innesto di Milan Skriniar, difensore 22enne della Sampdoria, più l’ingaggio a parametro zero del portiere ex Torino Daniele Padelli. Al momento, l’Inter ha lavorato più in ottica futura, assicurandosi i giovani del Genoa Pellegri e Salcedo: entrambi rimarranno in rossoblù per un altro biennio, per continuare il loro percorso di crescita e arrivare pronti al salto in nerazzurro, a fronte di un’operazione che, con i bonus, potrebbe arrivare a 60 milioni di euro complessivi. Con loro, sono arrivati in nerazzurro anche i diciottenni Jens Odgaard (dal Lyngby) e Nicolò Zaniolo (dalla Virtus Entella).

Nonostante la sua altezza sfiori il metro e novanta, Milan Skriniar è difficilmente battibile nell’uno contro uno, dove spesso riesce a prendere il tempo all’avversario.

Nonostante un mercato in entrata che deve ancora prendere il largo, l’Inter è riuscita a rientrare nei parametri del fair play finanziario senza essere costretta a cedere un titolare: né Perisic, come sembrava praticamente certo fino a qualche settimana fa, né Murillo o Brozovic. Questo scenario permette da una parte di non avere l’urgenza di occupare una casella lasciata libera da una partenza, dall’altra di poter finanziare un colpo costoso tramite la cessione di uno dei big. Quella dell’Inter è una base di partenza discreta, che non a caso, pur tra le note difficoltà, era riuscita a vincere undici delle tredici partite di campionato tra dicembre e marzo.

Il primo nome che cercheranno i nerazzurri sarà quello di un centrocampista di esperienza e qualità: l’identikit a cui corrispondeva Banega, se l’annata dell’argentino, tornato subito a Siviglia, non fosse stata così ampiamente sotto le aspettative. Il colpo low cost si chiama Borja Valero, in uscita dalla Fiorentina: per 5 milioni più bonus lo spagnolo andrebbe via, e l’Inter si troverebbe in casa un giocatore perfettamente integro, nonostante i 32 anni, leader di centrocampo e praticamente infallibile nella precisione dei passaggi (89,5% lo scorso anno, decimo in assoluto in Serie A).

Ma i desideri di società e tecnico sono rivolti soprattutto a un centrocampista di qualità che sia straripante anche sul piano fisico, aspetto che né Gagliardini né João Mário possono assicurare e che Kondogbia ha messo in luce a intermittenza: ecco perché il nome più gettonato è quello di Radja Nainggolan, giocatore versatile e completo (11 gol lo scorso anno). Sarà tutt’altro che semplice vincere la resistenza della Roma, ma il giocatore è in cima alla lista di Sabatini.

Un esempio del modo con cui Borja Valero catalizza i palloni: riceve a centrocampo, si libera di un uomo e quindi allarga il gioco sulla destra; l’azione prosegue e lui è il primo a catturare la palla vagante in area di rigore.

In difesa, detto dell’arrivo di Skriniar, che potrebbe sin da subito conquistare un posto da titolare, le mire si concentreranno sulle fasce, con l’arrivo di uno o due terzini: il nome più gettonato è quello di Dalbert, lo scorso anno al Nizza, impiegabile sulla sinistra. In attacco i nerazzurri potrebbero confermare il quartetto Candreva-João Mário-Perisic-Icardi, ma con tutta probabilità si cercherà fino in fondo di acquistare un nome pregiato: da tempo rimbalza l’idea Di María, 14 gol e 15 assist nell’ultima stagione a Parigi, giocatore dal talento enorme e con la possibilità di adattarsi praticamente in qualsiasi ruolo.

L’alternativa sarebbe quella di prendere un esterno offensivo puro – magari rinunciando a uno di quelli già presenti in rosa –, come Douglas Costa, su cui la Juventus ha ultimamente mollato la presa in favore di Bernardeschi. L’impressione, a ogni modo, è che l’Inter sia in una situazione in cui ha tutto da guadagnare: se Spalletti riuscirà immediatamente a far presa con la sua idea di calcio, e il mercato porterà in dote profili in grado di far fare il salto di qualità al collettivo nel suo complesso, i nerazzurri potranno riprendere quelle frequentazioni con la Champions League bruscamente interrotte nel 2012.

Redazione

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