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5 acquisti da scoprire

Calcio Italiano

5 acquisti da scoprire

Dawid Kownacki

C’è un luogo comune legato agli attaccanti dell’Europa orientale e settentrionale che li vuole solitamente grandi, forti fisicamente, rocciosi e in un certo qual modo goffi nei movimenti. Il giocatore che, negli ultimi anni, sta meglio smontando il pregiudizio è Robert Lewandowski, ma la Polonia è una terra che dona in modo consistente grazia ed eleganza ai suoi calciatori più offensivi. È il caso di Dawid Kownacki, classe 1997, nuovo acquisto della Sampdoria. Lo paragonano a “Lewa” da almeno quattro stagioni, da quando cioè ha iniziato a giocare nella squadra A del Lech Poznan. La Samp l’ha scelto per sostituire Muriel e Schick, per ora, e Dawid è in effetti un attaccante che sa fare molte cose: è piuttosto robusto – 1 metro e 85 centimetri – e spesso viene impiegato come prima punta. Ma ciò che lo rende potenzialmente utilissimo è la capacità di abbassarsi e svariare su tutto il fronte offensivo: Kownacki sa crossare, giocare da trequartista e soprattutto sa saltare l’uomo. Vi diranno che nell’ultimo Europeo Under-21 ha segnato solo un gol. È vero, ma ha fatto anche cose come questa:

Sì, lui  è quello che salta l’avversario con un tocco, corre in fascia e serve un assist perfetto al centrocampista che arriva da dietro.

Cengiz Ünder

Giugno e luglio non sono stati finora due grandi mesi per i tifosi romanisti. Si è venduto Salah, si è venduto Paredes e si è venduto Rüdiger. Tra gli arrivi firmati da Monchi, ex direttore sportivo del Siviglia, per ora c’è questo Cengiz Ünder, centrocampista offensivo turco poco conosciuto in Italia, pagato quasi 14 milioni di euro. Ünder, a dire il vero, non era molto conosciuto nemmeno in Turchia prima dell’ultima stagione con l’Istanbul Basaksehir: ma è riuscito, in una rosa comprensiva anche di Adebayor ed Emre Belözoglu, a portare la squadra a un incredibile secondo posto. Ünder ha soltanto 20 anni ed è chiamato a sostituire Salah: è un centrocampista dal fisico minuto (poco più di un metro e 70) e dalla grande tecnica. A Istanbul giocava spesso come ala, ma sa sia scendere in posizione più centrale per prendere il pallone, sia attaccare la porta molto bene, grazie a dribbling e inserimenti. È veloce, ha un grande controllo, sa tirare anche da fuori e un’esuberanza che, in Italia, dovrà imparare a tenere a freno.

Qui si abbassa, è pressato stretto, ma riesce a nascondere la palla, disorientare l’avversario con il corpo e lanciarsi in verticale.

Andreas Cornelius

La classica seconda possibilità: Andreas Cornelius era sbocciato giovanissimo, a diciannove-vent’anni, nella stagione 2012/13, quando segnò complessivamente 20 gol nel Copenaghen (tra campionato, coppa ed Europa League). Andò a Cardiff l’anno dopo, ma per i gallesi la stagione fu un disastro che si concluse con il ventesimo posto. Cornelius non riuscì a segnare nemmeno una rete in 8 presenze di Premier. Tornò al Copenaghen, ricominciò a segnare, ma non come prima, fino all’ultima stagione, in cui ha ritrovato non solo la doppia cifra, ma anche 6 gol in 11 presenze di Champions League. Potrebbe essere la maturazione necessaria alla stagione europea dell’Atalanta. Cornelius è un attaccante possente, ma agile: è alto più di un metro e novanta e pesa appena ottanta chili. Sfrutta queste caratteristiche nel movimento senza palla e nei colpi di testa, ma sa sia tirare in modo preciso, sia duellare come un tradizionale “nove”.

Una situazione che non capiterà spesso, ma esemplifica la versatilità di Cornelius: forza fisica e precisione nell’appoggio in rete.

Adam Ounas

Il Napoli di Maurizio Sarri è una squadra elegante e veloce quando si tratta di colpire: nell’ultima stagione soprattutto, la rete di passaggi costruita dal centrocampo e dall’attacco azzurro, che ha a lungo avuto come terminale Dries Mertens, ha prodotto alcune delle migliori azioni viste in Serie A. Il nuovo acquisto Ounas segue la tradizione “mertensiana-insignana”: un esterno piccolo, abilissimo nel dribbling, esuberante. È mancino e può giocare sia a destra che a sinistra nel tridente d’attacco e, a patto di limitare la sua vena offensiva, anche più in basso. Nella prima partita contro il Trento ha giocato tutto il secondo tempo al posto di Callejón e ha segnato un gran gol, al volo di sinistro. Per rendere al meglio con Sarri sono necessarie, principalmente, due caratteristiche: per quanto riguarda la tecnica, Adam Ounas ne possiede in quantità; sulla disciplina tattica ci sarà tempo per lavorare, e soprattutto ottimi interpreti da cui imparare.

Come Insigne, più o meno, ma dal lato opposto.

Bruno Gaspar

C’è anche un terzino tra gli acquisti più interessanti ancorché meno chiacchierati di questi primi giorni di calciomercato italiano. Non è un terzino tuttofare, ma un laterale piuttosto tradizionale, dalle spiccate caratteristiche offensive. Stefano Pioli e la Fiorentina l’hanno prelevato dal Vitória Guimarães dopo che è cresciuto nel Benfica e per il gioco che il tecnico ex Inter vuole sviluppare potrebbe rendersi molto utile: Pioli presta molta attenzione alle fasce e Gaspar ha una capacità straordinaria – fino ad ora mostrata soltanto in Portogallo, certo – di arrivare sul fondo del campo, costringendo gli avversari a un ripiegamento consistente e numeroso. Ricorda, per la velocità in campo aperto, il Bruno Peres visto nel Torino. Aspettiamo di capire quale sarà il terminale offensivo viola capace di sfruttare i suoi cross.

La progressione verticale che fa arretrare l’intera squadra avversaria

Redazione

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