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La stella del Mondiale U-20

Calcio internazionale

La stella del Mondiale U-20

Dominic Solanke non è solo la stella dell’Inghilterra Under-20 che si giocherà il Mondiale di categoria nella finale con il Venezuela, è soprattutto uno dei giocatori più promettenti della sua generazione. Il suo score a livello giovanile è notevole: Solanke ha vinto un Europeo Under-17 con la Nazionale inglese e una Youth League (la competizione giovanile paragonabile alla Champions) con il Chelsea e in entrambe le competizioni è stato il capocannoniere.

José Mourinho, suo allenatore al Chelsea, lo ha più volte ricoperto di elogi, arrivando addirittura a dire che si prenderà la colpa se entro un paio d’anni Solanke non giocherà nella Nazionale maggiore. Eppure con la maglia del Chelsea il giovane attaccante inglese (è del ’97) ha giocato soltanto una partita, una presenza da subentrato in una gara di Champions League contro il Maribor nell’ottobre del 2014. Dal 1° luglio Solanke sarà così un giocatore del Liverpool, club con cui ha firmato dopo il mancato rinnovo del contratto con i “Blues”. L’attaccante inglese ha appena eliminato con una doppietta l’Italia Under-20 dal Mondiale di categoria: la sua prestazione con gli azzurrini è un ottimo esempio dello strapotere tecnico e fisico che esercita a questi livelli. Eccone tre esempi.

3. Tiro da fuori e gol

È difficile inquadrare Solanke in un solo ruolo: ha tecnica, forza, velocità e potenza per giocare al centro da numero 9 o da trequartista/seconda punta oppure sulla fascia da esterno offensivo. Nell’Under-20 gioca dietro il centravanti, muovendosi liberamente sulla trequarti per definire l’azione associandosi con i compagni o cercando la giocata risolutiva. Se gli viene concesso il tempo e lo spazio per guardare la porta è davvero difficile da fermare: in questo caso sceglie di calciare da fuori e aiutato dall’errore di Zaccagno (comunque uno dei migliori portieri del torneo) cancella ogni speranza di rimonta dell’Italia con il definitivo 3-1. Per tutta la partita Solanke aveva ingaggiato una sorta di sfida personale con Zaccagno, cercando più volte la conclusione da fuori area: alla fine è chiaramente lui il vincitore.

2. Colpo di testa fuori di poco

Pur avendo le qualità per giocare in ogni ruolo offensivo, Solanke è cresciuto soprattutto come un centravanti. Si nota bene in questa azione: prima si mette davanti al difensore che lo marca (Romagna, il miglior centrale difensivo della Nazionale Under-20) con un movimento che gli consente di essere in anticipo sul cross, poi lo sovrasta fisicamente tenendolo alle spalle e compiendo una torsione con il collo indirizza la palla sul palo lontano. Una giocata da grande numero 9 che non si conclude con finale sperato per questione di centimetri. Purtroppo per la nostra Nazionale, Solanke si rifarà con gli interessi nel secondo tempo.

1. Discesa palla al piede

La giocata che più di tutte mostra il tipo di differenza rappresentata da Solanke a questi livelli. Prima protegge la palla al limite della propria area di rigore spostando Mandragora, il capitano della Nazionale e uno dei più promettenti in assoluto, poi salta Romagna con un drible de vaca, taglia intelligentemente le linee di corsa di Vitale e dello stesso Romagna per coprire la palla e crearsi lo spazio per il tiro e infine, dopo aver percorso una sessantina di metri, sfiora il palo calciando col sinistro. Se riuscirà a mantenere questo strapotere tecnico e fisico anche nel calcio professionistico Solanke avrà modo di far parlare di sé e di far avverare la previsione di Mourinho.

Federico Aquè

È il caporedattore de La Giocata. Laureato in Lettere, ha collaborato con Sprint&Sport, Datasport e Sportmediaset. Scrive per l'Ultimo Uomo.

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